Come Rimessare il Canotto a Fine Estate

Ancora non è il momento, ma quando l’estate finirà il tuo canotto dovrà affrontare l’inverno ed essere pronto per la prossima stagione. Avrà quindi bisogno di particolari cure per preservarlo e durare nel tempo ed evitare spese extra per eventuali dimenticanze o trascuratezza da parte tua. Leggi la guida e avrai utili informazioni per operare al meglio.

Il canotto che delizia, bello da vedere e da usare, mezzo sicuro e veloce che ti consente di passare splendide giornate al mare, ma come tutte le cose che sono a contatto con l’acqua marina ha bisogno di particolari attenzioni, specialmente quando dopo l’uso devono essere accantonate per alcuni mesi. E l’acqua di mare, si sa, e molto corrosiva e ossidante. Quindi anche il tuo gommone deve essere trattato bene, ti spiego le cose importanti da fare.

Prima di tutto procurati il necessario: una pompa con acqua corrente, uno shampoo specifico per canotti, in alternativa usa sapone neutro non aggressivo, una spugna per lavare, un panno o pelle di daino, una cera protettiva da dare a fine lavaggio. Se il canotto lo tieni sul carrello, fai in modo che sia sollevato di prua, svuotalo completamente da tutti gli oggetti, anche i cassoni porta giubbini, togli i tappi ed inizia a pulirlo con un getto forte dell’acqua, internamente, tra l’appoggio del tubolare al pagliolato o la vetroresina.

Ora con la spugna e lo shampoo pulisci bene tutta la parte gommata, facendo attenzione ad non usare una spugna troppo abrasiva, se il gommone ha la chiglia in vetroresina, osserva attentamente che non vi siano formati i “denti di cane”, piccoli molluschi che si attaccano alle chiglie quando stazionano troppo nei porti e provocando più attrito in navigazione, limitano le prestazioni del mezzo. Usa una spugna più abrasiva e passando la mano vedi che sia tutto liscio, altrimenti ripeti l’operazione. Se la chiglia presenta tracce di catrame, eliminale sfregando con un panno e benzina.

Quando hai terminato con la pulizia, asciuga tutto per bene, con un panno pulito dai la cera per canotti e gommoni, sui tubolari e le parti gommate, come spiegato su Canotti.net. Controlla che non vi siano parti ossidate specialmente nelle viti dei golfari, nel caso elimina l’ossido o meglio sostituisci le viti. Se il gommone è dotato di batteria per la messa in moto, staccane i morsetti, pulisci e spalma del grasso.

Ricordati che il peggiore nemico del tuo canotto è l’esposizione prolungata al sole molto caldo, perciò se puoi tienilo sempre all’ombra e sgonfia leggermente i tubolari. Adesso, sistemati le funi, vedi che non siano logore, mettile a bagno in acqua dolce, cosi fai anche per i giubbini e salvagente e poi fai asciugare all’ombra. Apri le valvole di gonfiaggio, pulisci e lubrifica. In linea di massima hai fatto tutto, il caro gommone è a posto per la prossima stagione.

Come Ricava una Borsa da un Ombrello

Quante volte durante l’inverno siete costretti ad uscire nonostante piova a dirotto? Spesso questo significa rompere il vostro ombrello che non riuscirà a reggere alle folate di vento. E’ però possibile riciclare quello che la pioggia intensa ha danneggiato ricavandone un’utile borsetta.

Occorrente
Ombrello rotto classico
Ago e filo
Forbici
Ferro da stiro

Prendete l’ombrello. In questo caso necessitate di un modello classico, non di quelli piccoli da borsetta. Sfilate il fermo che ne costituisce la punta. Adesso, socchiudendo l’ombrello, rimuovete dapprima i gommini neri posti alla fine di ogni nervatura del telaio e successivamente con delle forbici rimuovete i fili che legano la tela alle suddette nervature.

Divincolata la tela dal telaio lavatela e stiratela usando basse temperature. Adesso piegate a metà la tela e ritagliatela in maniera da ottenere un quadrato allungato su un lato (corpo della borsa e bretella). Abbiate cura di ritagliare contemporaneamente i due lati della tela che avete sovrapposto in maniera da ottenere misure uguali per entrambi i lati.

Cucite adesso i due lembi del corpo della borsa. Potete cucire anche le due estremità della bretella. Adesso è necessario rigirare la borsa ottenuta in maniera che le cuciture non siano visibili dall’esterno. Avrete così ottenuto una comoda borsa impermeabile. Potete arricchire la borsa applicando al suo interno gancetti, chiusure a pressione fissabili con la cucitura o bioadesivo.

Come Realizzare Tavolino da Party

Il tavolino da party può rappresentare una soluzione originale per cene fredde o sul barbecue. Può essere ricavato da un pezzo di tronco di quercia reperibile in una segheria. La corteccia però deve essere ben solida; la sezione potrà essere anche di tronco curvo.

I tre o quattro piedi devono essere ricavati da legno duro, possono avere una sezione esagonale, rastremata conicamente nella parte in basso. Poiché non sarà possibile costruire un’intelaiatura si sostegno, né forare il piano, i piedi vanno incuneati in maniera invisibile, ricavando una mortasa per ogni piede sulla faccia inferiore del piano.

Per fare ciò si praticano dei fori di preparazione con punta elicoidale e si asportano i piedi tra i fori a scalpello a tagliente semitondo. Il sistema più semplice sarebbe usare una punta grossa a centro, ma occorre fare molta attenzione a non dover forare il piano da parte a parte. L’estremità superiore dei piedi dovrà essere sagomata per poter realizzare un tenone, che entrerà a forza nella mortasa.

Sulla faccia superiore del tenone si pratica un intaglio per poter inserire un cuneo di legno duro, della lunghezza dell’intaglio stesso. Quando i piedi sono inseriti nel piano, i cunei penetrano all’interno del legno ed assicurano la solidità dell’unione. Occorre però fare attenzione che le fessure dei cunei risultino trasversali alla direzione delle fibre del legno del piano, altrimenti i piedi agiranno come cunei nei confronti del legno. La sua superficie va piallata e levigata, protetta con vernice apposita e passata tre o quattro volte con vernice trasparente. Sarà sufficiente passare sopra più volte l’olio di lino, fare attenzione però che l’olio no assorbito va rimosso dopo ogni passata.

Come Potare la Vigna

La seguente mini guida è destinata a tutti coloro che possiedono un piccolo vigneto sui bordi del giardino o nel proprio orto. Come ogni pianta anche la vite necessita una potatura annuale e questa operazione è la chiave per un raccolto fruttuoso e per un corretto sviluppo della pianta. Vengono quindi descritti alcuni trucchi per cercare di ottimizzare la crescita della pianta.

Una prima fase nella potatura di ogni pianta, ma soprattutto del vigneto, è una visione d’insieme della pianta, dalla sua radice alle più lontane ramificazioni. Ogni singola vite del vigneto va capita e ne va visto mentalmente lo sviluppo per la nuova stagione. La regola principale da seguire è quella di lasciare una decina di gemme per tralcio, ma la selezione dei tralci e dei rami da non potare è una scelta arbitraria del potatore. Lo strumento da utilizzare è una normale cesoia, essendo i rami di vite facilmente potabili, o al limite nei casi di vite molto vecchia e quindi con rami molto larghi e legnosi, un piccolo seghetto da legno.

Una possibilità potrebbe essere quella di limitare lo sviluppo orizzontale della vite, favorendone quello verticale vicino al busto, e quindi alla radice. In questo modo i frutti che si otterranno saranno costituiti da acini molto grandi, ricchi di zuccheri ma poveri nei componenti della buccia. Lo sviluppo verticale sarà comunque limitato dal traliccio dove è appoggiata l’uva e di questo ne dobbiamo tenere conto durante la potatura perchè l’uva si sviluppa molto rapidamente durante la stagione primaverile.

Se lasciate invece che la vite ramifichi per molti metri orizzontalmente, ovviamente seguendo il vostro impianto a traliccio, otterrete l’effetto che l’uva tarderà a maturare e si avranno, soprattutto lontano dal busto, acini troppo piccoli e poveri.Come in ogni cosa quindi bisogna seguire un buon equilibrio tra sviluppo orizzontale e verticale, nonchè effettuare un giusto diradamento per favorire lo sviluppo del frutto.

Come Potare la Surfinia

Quando le surfinie sui nostri balconi sono nel pieno della loro fioritura, sono veramente caratteristiche e guardarle dal basso, fa una certa impressione perchè è un tripudio di colori specialmente se abbiamo messo nei portavasi, delle surfinie a cascata di diverse colorazioni. Giunge però e purtroppo, il momento di potarle.

Risulta essere sempre un grande dolore dover potare una pianta fiorita. Si ha come l’impressione che le stiamo togliendo la sua adorata capigliatura specialmente se la fioritura dell’anno in corso è stata bella e notevole. Purtroppo a volte è necessario far si che la pianta abbia un taglio netto per vederla rigogliosa più che mai il prossimo anno e anche se ci provoca dispiacere, dobbiamo procedere a tagliare quei rami che fino a poco tempo prima erano stati il nostro orgoglio.

Se è vero che le surfinie anche se acquistate nel mese di marzo, hanno dato fino a Giugno dei fiori stupendi e ben aperti, è anche vero che a Luglio la vostra rigogliosa pianta fiorita, subisce una battuta d’arresto . In questo mese infatti, cadono tutti quei fiori che fino a poco tempo prima erano stati lì in tutto il loro splendore e rimangono solo i fiori alla punta dei rami che appaiono molto spogli.

Fatevi coraggio e date un taglio alla pianta per circa due terzi dei suoi rami ma attenzione non è che dovrete aspettare chissà quanto tempo. Già verso la fine di due settimane, vedrete allungarsi nuovamente i rami che ricominceranno a dare i fiori e se la pianta che vuole molta acqua, verrà tenuta bene, la fioritura si prolungherà fino a d Ottobre se il tempo è abbastanza mite. Alla fine di questo mese, provvederete a potare solo le punte dei rami ma poi non ci sarà nessun’altra fioritura ma dovrete aspettare il prossimo anno per rivederla molto più ramificata e fiorita.

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