Cosa Vedere sulla Riviera delle Palme Adriatica

Spesso si tende ad associare la ‘Riviera delle Palme’ marchigiana solo al tratto della costa relativo alla località di S.Benedetto del Tronto, mentre essa comprende un tratto ben più lungo, che parte da Cupra Marittima e arriva fino a S.Benedetto. Sia Cupra che la successiva Grottammare sono due graziose cittadine che vale la pena visitare. Ecco come e perché.

Cupra Marittima e Grottammare sono collegate da una bella pista ciclabile che costeggia il litorale e si spinge fino a S. Benedetto del Tronto e oltre. Te lo suggerisco perché, se sei appassionato di bicicletta e ti piace stare all’aria aperta, puoi visitare la zona anche con questo mezzo piacevole e ecologico.

Sia Cupra che Grottammare hanno anche una parte alta,più antica; la prima si chiama Marano, la seconda, semplicemente, Grottammare Alta. Ti consiglio vivamente di visitarle perché, oltre ad offrire un panorama mozzafiato, sono due piccoli borghi con mura medievali dalle viuzze e dai vicoli incantevoli. Cupra possiede tra i suoi gioielli una scalinata dedicata a Venere, il Castello di Sant’Andrea recentemente restaurato e il Museo Archeologico del territorio, mentre Grottammare ha diversi monumenti d’interesse e il borgo medievale (Grottammare Alta) con la suggestiva Piazza Peretti.

Anche S.Benedetto ha un bel centro storico e una parte alta con edifici antichi e il Torrione che domina l’intera città. E’ forse più rinomata di Cupra e Grottammare, per questo si tende ad identificarla con la Riviera delle Palme ma se ti capita di trovartici in vacanza o per altri motivi, non dimenticarti di girare i dintorni e salire sulle colline per godere dei panorami e della bellezza della natura.

Come Dipingere Mobili di Legno

Molto spesso accade che nelle soffitte, nelle cantine, nei ripostigli, si accumulino, assieme ad un enorme quantità di oggetti di vario tipo, anche mobili, lì riposti dopo l’uso, in attesa di essere smaltiti; di norma si tratta di oggetti ancora in buono stato di conservazione, che possono quindi diventare l’occasione giusta per cimentarsi in una attività di restauro e di decorazione. Questa guida spiegherà come recuperare un vecchio mobile abbandonato per poterlo riutilizzare.

Come prima operazione è necessario provvedere alla pulizia della superficie da dipingere, rimuovendo accuratamente la polvere e qualsiasi altra traccia di sporcizia che sicuramente si sarà depositata durante il periodo di disuso del mobile; si tratta inoltre di un ottimo metodo per controllare che il legno sia in buono stato di conservazione, accertandosi soprattutto con non sia presente il degrado dovuto alla presenza di tarli.

Proteggere con un telo plastificato la superficie di lavoro e cominciare a stendere su tutta la superficie che si intende poi dipingere uno strato omogeneo e ben tirato di cementite, applicandola con il pennello, e avendo cura di evitare strati troppo spessi o accumuli di prodotto (che risulterebbero poi visibili compromettendo il risultato finale). Lasciare asciugare prima di procedere.

Una volta controllato che la cementite si sia perfettamente asciugata, e abbia quindi creato una base ottimale per permettere al successivo strato di colore di aderire meglio, è possibile cominciare a dipindere. Diluire il colore a smalto avendo cura di mescolare bene, e cominciare a stenderlo con il pennello, scaricandolo dopo averlo intinto; è bene che le pennellate seguano il più possibile la stessa direzione e che lo strato di colore sia il meno spesso possibile, per evitare gocciolature soprattutto lungo le superfici verticali o inclinate.

Il tempo di asciugatura di un colore a smalto è di almeno 24 ore; potrebbe essere necessario anche un tempo maggiore soprattutto se l’ambiente in cui si trova il mobile è particolarmente umido. In ogni caso è sempre necessario attendere fino ad una completa asciugatura per procedere con la stesura di un secondo strato di colore! Dipingere su uno strato di colore ancora umido non solo risulterebbe particolarmente difficile, ma compromettere l’effetto finale.

Cosa Vedere in Costiera Amalfitana

La Costiera Amalfitana è la lunga costa che circonda il Golfo di Salerno. I paesini che vi si affacciano sono dei veri gioielli della natura in cui paesaggio, mare blu, bellezze archeologiche, sapori culinari ed artigianato raffinato si coniugano magistralmente offrendo al visitatore un luogo incantevole da visitare. Ecco alcuni consigli per organizzare il tuo viaggio in Costiera.

Cosa vedere, la celebre SS 163 percorre, con le sue curve mozzafiato, tutta la Costiera offrendo panorami e scorci indimenticabili. Partendo da Napoli la prima cittadina che incontrerai è la romantica ed incantevole Positano una perla incastonata tra mare e monti, prosegui e arriva a Conca Dei Marini poi ad Amalfi, l’antica Repubblica Marinara dove non puoi perdere il bellissimo Duomo.

Prosegui il tuo viaggi verso Atrani, un piccolo borgo marinaro caratterizzato da piccole abitazioni separate da viuzze strette e tortuose, dove potrai visitare l’elegante Chiesa di SS Salvatore De Bireto. A Minori e Maiori, due vivaci centri di villeggiatura, fermati sulle spiagge di sassolini per un tuffo nelle limpide acque.

Raggiungi poi Ravello che, trovandosi in alto, offre una delle vedute panoramiche più belle della Costiera. Qui potrai visitare Villa Cimbrone, Villa Rufolo e il bellissimo Duomo che conserva opere preziose come le porte in bronzo e l’ambone mosaicato. Prosegui il tuo itinerario toccando Cetara, piccolissimo e pittoresco borgo marinaro, e Vietri Sul Mare, deliziosa cittadina famosa per le ceramiche colorate presenti su moltissimi edifici e negozi dove potrai visitare anche il Museo della Ceramica.

Cosa gustare: le prelibatezza dagustare sono tante e ogni paesino ha le sue specialità. A Conca Dei Marini fermati a gustare la santarosa, antenata della celebre sfogliatella, da cui fuoriescono rivoli di crema guarniti di amarene. Ad Amalfi c’è il limone tipico della costiera con il suo profumo intenso, ad Atrani fermati a mangiare il pesce azzurro, a Maiori e Minori una buona cena di mare (insalate di polipo, triglie fritte, linguine ai frutti di mare). Ravello è famosa per i suoi vini DOC e Cetara per le colature di alici e il tonno rosso.

Come Iniziare Collezione di Bottiglie

Avete pensato di iniziare un nuovo hobby? Le bottiglie di vetro decorate o con i tappi a capsula possono essere una bella collezione. Ma da dove cominciare?

Coca-cola, liquori, profumi, birra, latte, spuma? Internet può essere la porta sul mondo delle bottiglie antiche. La raccolta di informazioni prima di iniziare una collezione di bottiglie può far risparmiare tempo, fatica e denaro e poi potrete iniziare un passatempo divertente e gratificante.

Considerate le dimensioni, forma, colore e facilità di stoccaggio (è una collezione che richiede comunque molto spazio) prima di decidere su quali tipi di bottiglie si desidera raccogliere. Dopo alcune ricerche l’importante è scegliere il tipo di bottiglia che più vi piace.

Analizzate la vostra situazione personale: siete in grado di permettervi questo tipo di collezione? Avete bambini piccoli o animali domestici che potrebbero danneggiare i pezzi? Vivete in una zona dove ci sono i terremoti? Pensateci bene prima di iniziare questa collezione piuttosto costosa.

Considerate sempre che prima di iniziare è buona norma sia informarsi su associazioni storiche di collezionisti di bottiglie sia in merito alla presenza di esperti, magari in rete, disponibili ad aiutarvi e a darvi informazioni in questo comunque complicato mondo collezionistico

Chattate o contattate altri collezionisti su siti e soprattutto forum per saperne di più su ciò che è disponibile sul mercato e quanto costa ogni singola bottiglia tra quelle che vi interessano.

Decidete dove potrete mettere la vostra collezione. Quando avrete acquistato più di un paio di bottiglie quasi sicuramente non sarete in grado di esporle tutte. Dove e come intendete conservare quelle che non utilizzate come esposizione? Una piccola collezione potrebbe essere collocata in uno scaffale o con un portabottiglie, ma una raccolta più ampia potrebbe aver bisogno di spazi molto grandi. Questo è il grande problema di questo tipo di collezione

Come Dipingere un Comodino con un Orsetto

Un tocco di tenerezza e fantasia per la stanza dei nostri bambini non guasta mai. Realizzare il comodino con un dolce orsetto, risulterà un lavoro molto divertente e facile grazie alla guida che ti spiega passo dopo passo come svolgere il lavoro. La difficoltà è media ed il costo dei materiali per la realizzazione è abbastanza ristretto.

Inizia col carteggiare leggermente il comodino e con un panno umido raccogli i residui della polvere, in secondo momento con un pennello piatto stendi la vernice di fondo trasparente. Stendi su tutto il comodino il colore acrilico beige rosato, in modo non uniforme.Posiziona la carte grafite e la carta da lucido. Utilizzando lo stilo, trasferisci il cartamodello sulla superficie grazie all’utilizzo della carta grafite.

Inizia a dipingere il corpo dell’orsetto. Utilizzando il colore acrilico terra di Siena e beige andando a picchiettare contemporaneamente piccole zone di colore.Prosegui il lavoro dipingendo rispettivamente il vestitino, le scarpette ed il cappello con il colore rosa.Procedi stendendo uno strato di colore nelle zone già dipinte precedentemente e crea delle ombreggiature su tutto il corpo dell’orsetto del suo vestitino.

Lumeggia il corpo dell’orsetto ed il musetto con il colore acrilico bianco, dipingendo anche le rispettive guance rosa.Con il pennello tondo aggiungi tanti piccolo pois bianchi sul cappelloe aggiungi ulteriori dettagli come i fiocchi sulle scarpe ed il fiocchetto della maglia.Infine rifinisci tutto il lavoro con una passata di vernice finale opaca spray a solvente per proteggere il lavoro e poterlo finalmente collocare.

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